Il tempo degli eroi

11° sessione - Il quadro prende forma

Su proposta di Dorlas il gruppo accetta di dedicare del tempo alla costruzione di una trappola, così da cercare di fermare uno dei mercenari ed interrogarlo.
L’obiettivo finale è riuscire a mandare un messaggio al loro capo per persuaderlo ad unirsi a noi nella lotta contro i sacerdoti di Bane e Myrkul e vanificare i loro oscuri piani.
Dopo averla allestita Dorlas e Maya decidono di separarsi temporaneamente dal gruppo per ispezionare la zona tra l’ingresso delle caverne e il villaggio e provare a lasciare delle evidenti tracce che portino verso la trappola.
Lo sforzo si rivelerà in parte vano dato che quella parte di foresta è già segnata dal passaggio di un buon numero di persone che non hanno certo badato a coprire i propri movimenti, forse mercenari e sacerdoti partiti alla ricerca dei fuggitivi.
Dopo poco infatti i due, sentono le voci di alcuni mercenari che sembrano lamentarsi apertamente di come vengono trattati dai sacerdoti di Bane.
Dorlas li aggira pensando ad una trappola per immobilizzarli, mentre Maya li spia dall’alto di un albero.
Quando si ricongiungono per decidere il da farsi, nello scendere Dorlas cade malamente da un ramo sul quale era appostato, attirando l’attenzione dei due. Maya scesa di corsa, guarisce magicamente Dorlas e d’istinto lancia dei dardi incantati sui due con l’intento di fermarli, sfortunatamente però iquesti non sopravvivono alla forza dell’incantesimo.
Sopraggiungono poi altri due mercenari, e allo stesso tempo accorrono Daemon ed Iyldryl.
Nello scontro uno dei due mercenari viene ferito a morte da (non ricordo se Daemon) mentre l’altro è costretto ad arrendersi da Maya.
Questo ci permette di interrogarlo e di capire molte cose sulla situazione.
Sembra infatti che i seguaci di Bane e Myrkul abbiano allestito un laboratorio (proprio in corrispondenza del secondo ingresso) ed abbiano creato una pozione molto potente in grado di trasformare chi la beva in uno zombie. La pozione è stata sperimentata sui poveri abitanti del villaggio, ma è estremamente pericolosa visto quello che è in grado di fare.
Abbiamo anche appreso che gli zombie sono stati spostati dal villaggio ma non sappiamo dove, mentre alla locanda ora stazionano 4 sacerdoti di Bane ed altri mercenari presidiano il villaggio.

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10° Sessione - Ritorno in superficie

Da quando i 4 sono nelle prigioni con Iyldryl al ritorno in superficie con i nani salvati.

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9° sessione - La Grande Berta

Dorlas, Maya e Demon si trovano in una sala simile in tutto e per tutto ad uno spogliatoio. Due uomini, con tatuato sul petto un pugnale senza punta, si stanno cambiando gli abiti.
Da un corridoio lì vicino si sentono provenire distintamente grida di folle in estasi e rumori di combattimenti. Probabilmente quello stretto passaggio conduce ad un’arena.
I tre vengono fatti equipaggiare con armi a scelta, e poi vengono condotti entro quel corridoio sino al margine dell’arena, dove verranno fatti combattere ciascuno contro un guerriero, secondo la regola del primo sangue. Nel caso vincano gli scontri, verrà risparmiata loro la vita e potranno servire i sacerdoti di Bane, almeno a detta dei mercenari che li accompagnano. La folla sugli spalti acclama e fà scommesse, i sacerdoti presenti tra gli spettatori osservano e discutono. Nella tribuna d’onore siedono l’uomo biondo, forse un mago, con il bastone a forma di demone che li aveva interrogati al momento della cattura, alla sua sinistra trova posto un altro uomo, con baffi e chioma bionda dall’aria molto severa. Lì accanto altri dieci sacerdoti, diversi rispetto a quelli seduti nelle gradinate comuni, indossano vesti scure e su metà volto portano una maschera simile ad un teschio. Sotto queste personalità di spicco siede il capo delle guardie.

[…]

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8° Sessione, La cattura

Maya e Dorlas cercano di nascondersi alla meglio in un angolo della mensa, dove fino a quella stessa notte, i goblin che abitavano il dungeon, erano soliti fare feste e bevute.
Il ranger posa con attenzione il corpo esanime dell’amico umano a terra e lo nasconde tra le coperte come meglio può. All’improvviso dei rumori iniziano a sentirsi in lontananza.
“Abbiamo trovato un’elfa!” si sente dire da delle voci in avvicinamento.
Subito alcune figure si materializzano nella stanza dove i due elfi e il paladino si stanno nascondendo. Sono guerrieri, simili in tutto e per tutto a quelli appena affrontati. Il ranger, sfruttando la sua invisibilità cerca di disorientarli, ma non basta. I guerrieri, ai quali a breve si aggiungeranno due sacerdoti in tuniche nere, trovano il corpo di Doemon.
Ora il rischio è troppo alto. Dorlas sceglie di abbandonare la sua invisibilità e di attaccare i sacerdoti, il pericolo maggiore a suo pensare. Anche Maya deciderà di intervenire, scagliando 4 potenti dardi incantati che ripartirà conto uno dei sacerdoti e il guerriero intento a minacciare il paladino esanime. Lo scontro prosegue, Dorlas viene immobilizzato e Maya, ormai in consistente minoranza numerica, è troppo debilitata per vincere, la resa è l’unica soluzione che le sembra esserci per salvare la sua vita e quelle dei suoi amici.
Decide così di gettare le armi a terra, e privata, così come Dorlas, di tutti i suoi averi viene condotta, insieme ai suoi due compagni, in una nuova ala del dungeon a loro sconosciuta, dove anche Iyldyl era stata precedentemente condotta: è l’ala abitata dal celeberrimo mago.
Qui, corridoio dopo corridoio, giungono in una grande sala rettangolare, la quale, data la numerosità delle porte presenti, sembra dare accesso a molti altri ambienti.
Sbarre

I quattro eroi vengono condotti in un primo momento in una nuova ala del dungeon, in una piccola stanza ornata da un grande arazzo alla parete. Questo raffigura una scena insolitamente non nuova ai prigionieri: un mago con una lunga tunica nera e un cappuccio che ne copre quasi interamente il volto, si staglia in primo piano su quello che sembra essere un villaggio abitato da zombi.
All’improvviso un uomo entra nella stanza e dà inizio all’interrogatorio. Sembra un mago di mezza età. Indossa una lunga veste su cui risaltano i capelli biondi e porta con sè un tetro bastone a forma di demone. Che sia il mago di cui tutti parlano? Molto probabile…
Gli eroi, sono molti restii a rispondere alle domande del mago, scelgono di restare vaghi sulle scoperte fatte o sul motivo che li ha condotti lì, se non proprio di non rispondere.
Dopo qualche minuto, il mago lascia la sala con l’arazzo, non prima però di aver ordinato che venisse portato nelle sue stanze tutto l’equipaggiamento dei quattro eroi, così da esaminarlo lui stesso.
Successivamente i quattro vengono condotti alle prigioni. Qui, altri cinque nani sono tenuti prigionieri, sembrano essere molto deboli, forse a causa delle torture subite proprio su quel tavolo che si trova a ridosso delle celle e che emana un forte puzzo misto di sangue ed escrementi.
Chiusi ciascuno in una cella separata Doemon, Dorlas, Maya e Iyldyl sembrano trovarsi in una situazione che mai era stata così disperata. Iyldyl sembra essere in fin di vita, è molto debole, ancora provata dagli incantesimi di identificazione che ha precedentemente fatto.
Gli eroi vengono fatti rifocillare, e parzialmente curati. Successivamente Maya, Dorlas e Doemon vengono scortati fuori dalle prigioni sino ad uno strano ambiente: uno spogliatoio forse?

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7° Sessione, I seguaci di Bane

I segni delle ferite sono ben visibili sui corpi dei nostri eroi e il sangue ancora sgorga, ma non c’è tempo per curarsi: un goblin è fuggito, forse l’unico in vita.
Un’elfa lo sta inseguendo, inconsapevole delle possibili minacce.
Dietro di lei, Doemon e Iyldyl, corrono al massimo delle loro forze, nella speranza di acciuffare il piccolo essere. Saranno proprio loro a braccarlo e a riportarlo verso il magazzino dove anche Dorlas e Maya li raggiungeranno subito dopo.
Non perdendo di vista il prigioniero, i quattro avventurieri, si concedono qualche minuto per curarsi alla meglio le ferite della battaglia.
Subito dopo Iyldyl, si offre di ispezionare grazie alla sua magia gli oggetti rinvenuti: pozioni, spadino e dente di drago.
Il controllo magico dà i suoi frutti al meglio scoprendo che le due pozioni sono: una pozione del supereroismo e una pozione di resistenza al fuoco. Lo spadino migliora invece l’abilità in battaglia.
La verifica però debilita fortemente l’elfa dorata che sembra davvero provata da quest’ultimo incantesimo, mostrando vistose occhiaie, occhi rossi per la stanchezza, segni di denutrimento.
La situazione peggiorerà ad ogni incantesimo successivo che pronuncerà.
Pochi istanti dopo, i quattro si mettono subito al lavoro, non c’è tempo da perdere, qualcuno potrebbe aver sentito il frastuono di prima, serve un piano, bisogna muoversi.
Il ranger, insieme all’esile elfa dai capelli dorati, inizia a perquisire i corpi dei nemici appena sconfitti. Doemon, che tiene d’occhio il goblin, è malinconico, si domanda se Torm sia soddisfatto, quale giustizia ci sia nella carneficina appena compiuta.
Maya tenta di rassicurare il compagno e dopo, appartatasi in un angolo, inizia ad intonare con voce soave una triste melodia drow alla sua Eilistraee, ringraziandola per l’aiuto fornito in battaglia e chiedendo che i suoi nemici possano trovare la pace e la grazia che non sono stati in grado di raggiungere in vita.
Dopo pochi istanti il gruppo si riunisce, sui corpi dei goblin e degli orchetti, ad eccezione di qualche moneta, non c’era nulla di utile. Gli eroi sono ancora intenti a parlare tra loro che all’improvviso sei guerrieri umani irrompono nella stanza.
Non c’è tempo nè interesse per le presentazioni, subito ha inizio uno scontro.
Nonostante Doemon, Maya e Dorlas mettano tutte le loro forze in quel combattimento, i guerrieri nemici, li mettono in seria difficoltà. E all’improvviso anche un sacerdote fà la sua comparsa sulla scena, è un umano con armatura di cuoio borchiato sopra la quale indossa una tunica nera.
Con un incantesimo immobilizza i tre eroi. Ora tutto è nelle mani di Iyldyl.
La giovane elfa, con un potente incantesimo riesce ad annientare i 5 guerrieri ancora in vita, ma lo scontro con il sacerdote non è altrettanto facile. Nel frattempo, la paralisi ha termine, Doemon è svenuto per le troppe ferite subile e Maya appena riacquisito il potere sul proprio corpo si getta sull’amico nel tentativo di aiutarlo. Dorlas corre invece in supporto ad Iyldyl nello scontro con il sacerdote. Ora due avversari di quella portata sembrano essere troppi anche per lui, e nel combattimento tra le urla invocanti il suo Dio Bane, Dio della distruzione, muore.
Non c’è tempo da perdere, i quattro eroi sono stati scoperti, e con buone probabilità a breve giungeranno nuovi avversari. Non sono in condizioni di affrontare uno scontro, Doemon è privo di sensi e Iyldryl è ancora più debilitata di prima. Decidono così di cercare riparo, sfruttando le doti magiche dell’elfa dorata che con il suo canto riesce a far diventare invisibili i tre amici.
Dopo questo ultimo sforzo, la giovane elfa, priva di forze, si getta contro la parete e attende di riaquisire un pò di potere, nel frattempo Maya e Dorlas, il quale porta in braccio il corpo esanime di Doemon, iniziano a dirigersi verso la stanza che gli sembra essere la più sicura, causa forse le dimensioni e la posizione: la mensa goblin.

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6° Sessione, L'attacco ai goblin

GoblinLa tensione è palapabile, l’aria è viziata, si sente puzzo di vomito e sudore.
Gli eroi perlustrano i corridoi, che secondo le indicazioni di Groncoror, appartengono ai goblin.
Con cautela aprono qualche porta, trovano quella che sembra essere la mensa, dove alcuni dei piccoli esseri sembrano essere privi di sensi. Il puzzo di alcool e vomito non da adito a dubbi: la sera prima forse a causa di un festino, molti goblin hanno bevuto a volontà, e ora ne subiscono le conseguenze.
Gli eroi continuano la loro perlustrazione, facendo attenzione ad essere silenziosi, trovano i dormitori, nuovi corridoi, e poi una stanza grande ricolma di oggetti di ogni sorta.
Qui, armi, armature, torce, bastoni e altro giace a terra, senza alcun ordine o criterio.
Dorlas cammina con più attenzione degli altri, e scorge nella parete quella che si rivela essere una porta nascosta. Con cautela la apre e trova un piccolo tesoro, appartenuto ai goblin sicuramente. Ne fanno parte: uno spadino, delle gemme e due pozioni.
Gli eroi non perdono ulteriore tempo, sino ad ora la fortuna li ha assistiti, ma sfidarla troppo è molto rischioso.
A breve, appena usciti dal magazzino, si trovano su un corridoio dalle cui stanze vicine proviene un forte vociare. E’ tempo di farsi valere, con le loro armi ben salde in pugno, Maya e Dorlas aprono una delle porte e sorprendono due orchetti. Ha inizio una battaglia, che ben presto si farà più efferata che mai.
Il rumore prodotto dai primi scontri, mette in allerta altri orchetti, oltre che ai goblin che giacevano addormentati nelle loro stanze. Iyldyl cerca di rallentare l’avanzata dei piccoli esseri, creando, grazie ai suoi poteri magici, un muro di spine nere, che si frappone tra gli eroi impegnati contro gli orchetti e i goblin.
La battaglia continua, Demon con il suo spadone si fà valere, così come i tre elfi. Sangue, grida, puzzo e rumore di spade che si scontrano pervadono l’aria. La battaglia è più ardua che mai per i nostri eroi. Ma anche questa volta i loro Dei, nonchè un pizzico di fortuna, sono con loro, e la battaglia si conclude a loro favore. Un solo goblin ne esce vivo e accortosi del pericolo, fugge più che veloce che mai. Maya, che ha assistito alla sua fuga, lo insegue nel tentativo di acciuffarlo, inconsapevole di quali altri rischi possano essere nascosti tra i corridoi del dungeon.

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5° Sessione, La fuga dei nani

Dopo il salvataggio del nano, il gruppo fà la conoscenza di Groncoror, capo del clan nanico che vive un’ala del dungeon.
Sono loro gli artefici di quella costruzione, commissionatagli, da un umano: un mago.
I nani lavorano da circa due anni alla costruzione dei sotterranei, le cui dimensioni sembrano essere davvero considerevoli.
Il dungeon è stato costruito su indicazione del mago stesso, con il quale i nani, che hanno già riscosso un’anticipo sulla cifra pattuita per il lavoro, hanno avuti incontri periodi.
I goblin invece, sono presenti nei sotterranei da circa un anno, ma da solo 2 mesi hanno incominciato a creare problemi, attaccando Groncoror e i suoi senza alcun motivo apparente.
Gli eroi vengono a sapere che il dungeon è abitato anche da altre creature: nani, umani, orchetti. Gli umani presenti vengono chiamati “uomini scuri” da Groncoror.
Preoccupati da questo riferimento, gli avventurieri, chiedono maggiori informazioni a riguardo, riuscendo a capire che si tratta di umani che vestono di scuro e che probabilmente sono sacerdoti di Myrkul.
Già diversi nani sono periti durante gli scontri, per questo motivo i sopravvisuti sono decisi ad abbandonare i lavori ed il sotterraneo stesso. Ma un possibile attacco di un gran numero di goblin, oltre ai ragni che ostruiscono il tunnel, sono i motivi che li hanno portati sino ad ora a desistere dal tentare l’impresa.
Grazie all’aiuto di uno dei nani, Maya, riesce ad ottenere un’approssimativa mappa dei sotterranei, nel frattempo un manipolo di loro, seguiti da Dorlas e Doemon verifica che la via verso la libertà sia ora sgombra da pericoli.
Così è e i nani iniziano già a gioire, cominciando dei febbrili preparativi per trasportare in superficie tutti i loro oggetti.
Il gruppo decide di prendersi qualche ora di riposo mentre i nani continuano i preparativi.
Sfortunatamente l’attacco poco lungimirante di un piccolo gruppo di goblin interrompe il loro riposo dopo poco più di due ore. I goblin sono presto neutralizzati senza problemi.
Dopo qualche ora ha inizio l’esodo dei nani verso la superficie.
E’ quindi venuto il momento dei saluti: Groncoror e gli altri salutano gli eroi affettuosamente, augurandosi di incontrarsi di nuovo in una situazione più tranquilla e sicura.
Prima di avviarsi però decidono di lasciare in dono un tesoro del loro clan, forse il più prezioso: un dente di drago racchiuso in un piccolo scrigno.
Dorlas si incarica di custodire il prezioso regalo e mentre i nani iniziano la loro salita verso la luce del sole, il gruppo decide che è giunto il momento di regolare il conto in sospeso con i goblin e di indagare più a fordo su questa faccenda, che si fà sempre più arcana.
Decidono quindi di avviarsi lungo i corridoi che dovrebbero portare verso le stanze occupate dai piccoli esseri verdi, per cercare di catturare il loro capo e vendicare i vili crimini da loro compiuti per pochi denari.

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4° Sessione, Ragni velenosi e un nano da salvare

Maya e Iyldryl corrono nella foresta, il goblin le precede ma il suo passo non è veloce ed agile come quello delle due elfe. La sacerdotessa lo raggiunge e con un colpo di piatto leggero lo intima a fermarsi. Poco dopo anche l’altra elfa li raggiunge. L’interrogatorio ha inizio. Iyldryl parla la lingua della creatura, lo aggredisce, sembra provare un innato odio per quella razza. Volano parole, in una lingua incomprensibile per la seguace di Eilistraee.
Qualcosa sembra venire a galla finalmente.. il goblin confessa di essere stato assoldato da un umano, un mago, che ha ordinato a lui e al suo gruppo (forse una cinquantina in tutto) di uccidere gli abitanti del villaggio. Una confessione orribile.
Le due elfe decidono di tornare dai loro compagni, portando con sè il loro prigioniero.

Poco distante, vicino ad una tana di ragni, 16 creature aracnodi, combattono straneamente contro due validi eroi. La battaglia è efferata, gli animali nonostante riescano a colpire più volte, avranno la peggio lasciando ranger e paladino, vivi ma provati dalle ferite.
I due iniziano a sentirsi strani, forse i ragni erano velenosi e ora il veleno inizia a fare il suo effetto..la vista si offusca, i sensi iniziano ad essere rallentati.
All’improvviso giungono le due elfe che grazie ai poteri di cui dispongono aiutano i loro amici e li rimettono in forze. Nel frattempo, il goblin prigioniero, approfittando della distrazione fugge nella foresta.
Gli avventurieri discutono, parlano delle novità, del da farsi. Dopo aver notato dei sacchetti legati alla ragnatela contenenti delle monete, ed essersele ripartite, decidono di addentrarsi in quella che sembra essere la tana dei goblin. Una cavità che porta in profondità si trova infatti proprio sotto dove i quattro goblin erano tenuti imprigionati dalle ragnatele.
Armati di coraggio oltre che delle proprie armi o magie, i quattro eroi avanzano nel tunnel.
A breve però, forse a causa della troppa imprudenza, il gruppo è costretto ad una prima repentina ritirata. Maya e Dorlas restano vittime del veleno di due ragni velenosi di dimensioni ben più grandi di quelli affrontati precedentemente.
Tornati in superficie, il gruppo attende l’esaurirsi degli effetti della paralisi prima di rimettersi in marcia, ora ben più accorti di cosa li attende.
Una breve lotta e il gruppo giunge nella prima sala di quello che sembra essere un dungeon piuttosto strano per quella che dovrebbe essere la tana di un gruppo di goblin. L’architettura è opera senz’altro di ottimi costruttori e scalpellini. La sala in cui si trovano è ricolma di casse e oggetti. Sembra un deposito. Inoltre in una gabbia sul fondo dell’ambiente dei lupi feroci non sembrano essere felici dei nuovi arrivati. Dopo che il ranger si occupa di calmare le creature, il gruppo decide di ispezionare gli ambienti e i corridoi vicini.
Dopo brevi istanti di cammino, con Maya e Dorlas alla testa del gruppo, che sfruttando l’abilità degli elfi cercano di essere silenziosi ed invisibili, il gruppo si trova di fronte ad una scena alquanto strana.
Un piccolo gruppo di due goblin infatti, tiene prigioniero un nano, mentre un altro gruppo altrettanto piccolo, fà la guardia dietro una muraglia fatta di tavoli e cocci di pietra, cercando di evitare l’attacco di un gruppo di nani che si nascondono dietro un’altra simile muraglia.
Gli eroi decidono di intervenire, e sfruttando l’effetto sorpresa, riescono facilmente a liberare il nano tenuto prigioniero.

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3° Sessione, In cerca di indizi intorno a Coastkeep

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Il gruppo si stringe attorno all’artefatto cercando di coglierne qualche utile indizio e grazie alle conoscenze religiose di Dorlas, si scopre essere legato al culto di Myrkul, Dio dei morti.
La faccenda si fà sempre più agghiacciante.
Il giorno ormai ha preso il posto alle tenebre, non fosse per i non morti che ormai gli avventurieri sanno vagare per le vie interne, il villaggio da fuori sembrerebbe disabitato. Iniziano a discutere. Cosa potrebbe essere quello strano oggetto, cosa hanno a che fare i gobblin con questi avvenimenti, le domande che si pongono sono molte ma di risposte ancora non ce ne sono. Una cosa strana però l’avevano notata la notte appena trascorsa, gli zombi infatti, sia al porto che quando si erano trovati inermi a fronteggiare i goblin, non riuscivano a muoversi, era come se fosse presente una linea immaginaria che fosse impossibile oltrepassare.
Gli eroi decidono così di indagare più a fondo, se la teoria è corretta altri artefatti dovrebbero essere presenti ai quattro estremi del villaggio.
Iniziano a cercare, e ben presto si rendono contro che effettivamente la loro teoria è giusta: altri 3 artefatti sono presenti e disegnano come un confine.
E’ ora evidente che chi ha fatto tutto questo, abbia voluto impedire ai non morti di allontanarsi dal villaggio, ma perchè? Le ipotesi sono molte, ma ipotesi appunto.
Il gruppo, che precedentemente aveva anche ispezionato il tempio alla ricerca di qualche ulteriore indizio, ma inutilmente purtroppo, decide di cercare eventuali superstiti. Si addentrano così nelle vie interne, e guidati dai simboli sacri di Eilistraee e Torm, facendosi forza, si fanno strada tra i gruppi di innocenti riportati dall’aldilà.
La ricerca sembra avere buon esito, l’oste infatti è ancora vivo e dopo averlo salvato da una situazione di pericolo, lo mettono in sella ad un magico destriero evocato dalla magia di Iyldryl e lo mandano al tempio di Chuantea, dove forse sarà al sicuro.
Con l’amarezza per il male perpetrato al villaggio, il gruppo di avventurieri decide di mettersi sulle tracce dei goblin. Aiutati dalle abilità da ranger di Dorlas, dopo aver vagato un poco nella foresta, giungono faccia a faccia con alcuni di queste piccole creature. Attaccati gli eroi si difenderanno abilmente e dopo aver sconfitto i nemici, e scoperto un’illusione magica che offuscava le loro menti e i loro occhi, giungeranno davanti a quella che sembra essere una tana…
…di goblin o ragni forse???

Quattro piccole di quelle infime creature che tanto male hanno fatto agli abitanti di CoastKeep sono infatti imprigionati dai fili invisibili di quella che sembra essere una enorme ragnatela.
Dorlas e Doemon iniziano a liberarli ma non appena il primo di questi può nuovamente muoversi fuggirà nella foresta. Maya e Iyldyl lo seguiranno e proprio in quel mentre, 16 ragni inizieranno a scendere pronti a difendere il proprio pasto dai nuovi arrivati.
Doemon e Dorlas brandiscono le loro armi pronti al combattimento imminente!

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2° Sessione, La città degli zombie

Dopo l’arduo scontro contro le creature magiche, Maya e Dorlas, riprendono le forze necessarie per curare i loro amici che al termine del combattimento avevano riportato ferite piuttosto gravi.
E’ ancora notte quando il gruppo di avventurieri, tutti nuovamente coscienti, decidono di tornare a CoastKeep.
Giungono così alla spiaggia, con Carmen e i briganti superstiti, e dopo pochi minuti salpano con la stessa piccola imbarcazione che appena poche ore prima li aveva condotti sull’isola.
Durante la traversata, la stanchezza costringe molti al riposo, solo Maya e i pochi uomini che tengono i remi restano vigili. Avvicinandosi alla terra ferma, l’elfa inizia a scorgere strani fuochi nelle foreste attorno a CoastKeep e con sorpresa nota che le luci di segnalazione del villaggio sono invece spente. Una sensazione strana inizia a dilagare tra tutti i passeggeri della piccola imbarcazione. Sensazioni che vengono confermate non appena il gruppo raggiungerà il porto.
Sembra infatti che l’intero villaggio sia stato attaccato da una qualche forza misteriosa nella notte. Tutti gli abitanti sono stati brutalmente uccisi, per poi venir riportati in vita come non morti. La cosa è tanto triste quanto crudele. Gli eroi, convincono i briganti e la giovane Carmen a non sbarcare visti i pericoli in agguato e li salutano nella speranza di rivederli prima o poi.
Con Maya e Doemon in testa che brandiscono con fede i loro simboli sacri, i quattro avventurieri si fanno strada tra le vie del villaggio di CoastKeep, fino ad arrivare al tempio dove una situazione scioccante li attende. Tutti i sacerdoti, anche loro risvegliati dall’aldilà, stanno sulle scalinate della chiesa attorno ad un manufatto di Chuantea e ad un monaco, unico tra loro che sembra essere ancora in vita.
Guidati dai simboli sacri di Eilistraee e Torm, gli eroi giungono in aiuto al chierico in vita e riescono a scacciare i non morti presenti. Il chierico, che si scoprirà essere Trevis, fratello di Gorik, il sacerdote incontrato dagli elfi il giorno precedente durante il loro viaggio verso CoastKeep, è visibilmente scioccato da ciò che è accaduto al suo villaggio e deciderà di tornare a Waterdeep per avvisare dei fatti avvenuti e chiedere aiuto.
Al termine di questo incontro gli avventurieri sorprendono al limitare del villaggio un gruppo di goblin che, infierendo fisicamente su alcuni abitanti rianimati, sembra prendersi beffa di loro. Decidono così di intervenire agendo su due fronti, da un lato cercando di scacciare i non morti presenti, e dall’altro combattendo contro le vili creature verdognole.
Dopo breve gli eroi riusciranno a mettere in fuga verso la foresta il gruppetto di goblin ma desisteranno dal seguirli, sebbene è evidente che siano implicati nella faccenda, quando Ildril noterà uno strano artefatto fissato nel terreno che desta in modo particolare la sua curiosità.

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