Il tempo degli eroi

Un nuovo incontro

Bobo, l'esperimento del mago

L’esame magico ha gli esiti desiderati, dietro la libreria infatti sembra celarsi un passaggio nascosto. Dorlas, dopo averlo individuato grazie all’aiuto di Iyldyl, inizia ad esaminarlo accuratamente per capirne il meccanismo. Passano solo brevi istanti quando il passaggio si apre rivelando un piccolo corridoio.
Gli eroi, imboccano decisi la nuova direzione e un passo dietro l’altro giungono in una nuova stanza. Quanto li aspetta metterà a dura prova i loro animi già molto sconvolti.
Appena la porta viene aperta, Doemon ha un cedimento, l’immagine che si trova di fronte è troppo sconvolgente persino per un paladino forte quanto lui. Su due tavoli da tortura, due nani giacciono privi di vita. I loro corpi sono straziati dalle ferite delle torture subite. Il gruppo, decide di dedicare tempo per spostare i corpi delle vittime nella vicina libreria, con la promessa di tornare una volta risolta la questione Semmemon e sacerdoti, a dare degna sepoltura ai loro corpi.
Ancora più convinti, gli eroi, riprenderanno poi la loro esplorazione alla ricerca del laboratorio, di prove o di eventuali vittime superstite e soprattutto dello stesso Semmemon, diretto responsabile di tutta questa sofferenza e malvagità.
La stanza delle torture, rivela un passaggio segreto sulla parete sinistra, esaminatolo e aperto, Dorlas, alla testa del gruppo si addentrerà nel nuovo anfratto.
Giungerà per primo, insieme alle due elfe, nella nuova stanza, probabilmente un laboratorio. La devastazione è visibile ovunque, anche qua un’esplosione ha distrutto granparte di quanto vi era custodito. In un angolo della stanza, giace a terra un mucchio di cadaveri. Pensando al bene del paladino, che poco prima aveva avuto un cedimento emotivo, il ranger si avvicina ai compagni umani, convincendoli ad esaminare la porta che si trova sulla parete destra della stanza delle torture, lasciando l’esame del presunto laboratorio nelle mani di Iyldyl e Maya.
Le due elfe, iniziano così a cercare prove tra i resti di quanto la devastazione dell’esplosione ha lasciato. Maya è china su una pila di fogli, quasi totalmente bruciati, è intenzionata a scoprire se una di queste pergamene cela un messaggio o uno scritto utile ai fini della loro missione, quando improvvisamente viene interrotta da una strana sensazione. Quattro presenze, alle sue spalle, la colgono di sorpresa. La giovane sacerdotessa fà appena in tempo, voltandosi e gettandosi verso il basso a schivare le artigliate di quelli che sembrano apparentemente quattro non morti. Prende con convinzione il suo simbolo sacro, e invocando il potere di Eilistraee cerca con tutta la fede che possiede di scacciare le creature. Qualcosa però non funziona, il simbolo non ha effetto su di loro, la sacerdotessa visibilmente sorpresa, impugna così la nuova spada e inizia a combattere i nemici. Anche Iyldyl notando l’accaduto, interviene prontamente scagliando i suoi dardi incantati, ma questa volta, come prima era valso per il simbolo sacro della Dea, con enorme sorpresa della due elfe, la magia non ha effetto.

..Nel frattempo, in una stanza non molto distante, un giovane elfo e tre uomini stanno esaminando una porta, quando, tra la sorpresa e lo spavento questa verrà aperta. La creatura che appare aldilà è mostruosamente deforme. Questa, a sua volta sorpresa e spaventata, richiude la porta all’istante. Passano solo pochi istanti, quando le urla delle compagne distolgono le loro menti dall’accaduto. Impugnate le armi, gli eroi accorrono nel laboratorio.
Maya, caduta a terra priva di sensi, ma ancora in vita, viene scortata lontano dall’azione, e presto anche Iyldyl verrà salvata da una situazione molto simile. A quanto pare sono solo le armi magiche trovate nella stanza segreta di Semmemon e l’arma incantata di Ceagar, ad aver effetto su quei particolari avversari. E’ così che gli eroi, utilizzandole, sconfiggeranno le creature e aiuteranno poi le due elfe a riprendere i sensi.
Ancora frastornati e anche molto debilitati dalle ferite subite, non c’è tempo per riposare.
Gli eroi decidono di riprendere la perlustrazione, andando proprio là dove l’essere deforme era stato visto poco prima.
Aperta la porta vicina alla stanza delle torture, e fatti pochi passi, ad attendere il gruppo vi sarà un corridoio a fondo chiuso che conduce ad una prigione. Qua, nelle celle chiuse a chiave, sono segregati numerosi prigionieri. Le loro condizioni sono disumane: in fin di vita, denutriti e con lesioni da tortura, due umani, alcuni goblin, orchetti, dei nani e un lupo, sono rinchiusi nelle piccole celle. Maya, proverà ad utilizzare un mazzo di chiavi che aveva recuperato nelle precedenti perlustrazioni e con sollievo scoprirà che proprio quello apre le diverse celle. Con l’aiuto di tutti, inizierà a liberare i prigionieri e a curare per quanto possibile le loro ferite. Purtroppo però, le condizioni in cui si trovano sono molto gravi, i più non camminano infatti, per questa ragione, gli eroi decidono di chiuderli a chiave magicamente dentro la stanza delle prigioni, e tornare appena possibile, una volta reso il dungeon sicuro, a portarli in salvo.
Nel frattempo, Dorlas, appena visto in carne e osse il lupo, che già più volte gli era apparso, gli si avvicina e cerca di ammansirlo. Riuscitoci, decide di portarlo con sè.
Gli eroi, decidono quindi di riprendere la loro strada. Poco prima di andare Maya, come insegnatogli dal suo credo, invoca la sua Dea e crea magicamente cibo e acqua per sfamare gli affamati, subito dopo, Iyldryl, con una danza sublime, chiude con un sigillo magico la prigione, e il gruppo si rimetterà in cammino.
Ripercorrendo lo stesso corridoio che collega la prigione con la stanza delle tortura, gli eroi notano una porta non ancora esaminata. Una volta aperta si mostra ai loro occhi un ambiente buio e piccolo, sotto un letto si nasconde goffamente una creatura deforme che pare terrorizzata, e vicino ad essa sembra esserci proprio l’equipaggiamento che Doemon e i tre elfi avevano perso pochi giorni prima. Rassicurata la creatura, il cui nome si rivela essere BOBO, gli eroi recuperano finalmente i propri oggetti.
Bobo è molto probabilmente uno dei tanti malefici esperimenti di Semmemon, è un essere poco intelligente, goffo e dall’aspetto mostruoso, tuttavia è molto spaventato e per nulla conscio della gravità delle proprie azioni, svolte sempre su ordine del mago. Bobo porta con se una sacca dentro la quale afferma di custodire il suo tesoro: oggetti preziosi regalatogli da Semmemon, tra i quali una coppia di draghi in cristallo. Il gruppo, decide di portare con sè Bobo, oltre ad essere una prova della malvagità di Semmemon, è una creatura indifesa e spaventata che merita di essere portata fuori dal dungeon, spetterà poi a chi di dovere giudicare le sue azioni.
E’ così che la compagnia di avventurieri, ora più numerosa che mai, si mette in cammino con una nuova meta: il corridoio delle statue.

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gattowisky

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